Contro una percezione spesso distorta degli impianti solari, l’associazione Italia Solare interviene per fare chiarezza e ribaltare, con dati concreti, cinque falsi miti che ancora circolano sul fotovoltaico. Una tecnologia che oggi si conferma la più conveniente e strategica per affrontare la crisi climatica.

Vediamo, punto per punto, quali sono questi luoghi comuni e perché non corrispondono alla realtà:

 

“Gli impianti fotovoltaici sottraggono terreno all’agricoltura” – ❌ FALSO

Secondo Italia Solare, il problema dello spazio non sussiste. I dati ISPRA mostrano che:

  • La superficie agricola disponibile in Italia è di oltre 16,6 milioni di ettari

  • Di questi, circa 4,2 milioni di ettari sono inutilizzati o abbandonati

  • Ogni anno oltre 120.000 ettari vengono lasciati a incolto

Per centrare gli obiettivi europei 2030 in termini di riduzione delle emissioni, serviranno 43 GW di nuova potenza fotovoltaica, che richiederebbero circa 56.000 ettari. Ma considerando che il 30% di questa potenza può essere installata su tetti e superfici artificiali, la superficie agricola eventualmente coinvolta si ridurrebbe a circa 39.000 ettari, equivalenti a:

  • Un terzo della superficie agricola che ogni anno viene abbandonata

  • Solo lo 0,24% della superficie agricola totale

Inoltre, grazie all’agrivoltaico, è possibile continuare a coltivare tra i pannelli, ottenendo così un duplice reddito: agricolo ed energetico.

Il fotovoltaico danneggia il paesaggio e la biodiversità” – ❌ FALSO

Gli impianti a terra non possono essere installati in aree di pregio naturalistico o paesaggistico, poiché già tutelate da specifici vincoli normativi.

In più, i pannelli solari contribuiscono alla sostenibilità agricola: nelle aree agrivoltaiche non si usano diserbanti o sostanze chimiche, favorendo un uso del suolo più rispettoso della biodiversità. In un Paese dove gran parte dei terreni soffre per l’uso intensivo di pesticidi, l’agrivoltaico rappresenta una valida alternativa.

“Il fotovoltaico è inaffidabile perché non programmabile” – ❌ FALSO

Grazie all’evoluzione delle tecnologie:

  • Le previsioni meteo sono oggi estremamente precise

  • I dati storici di produzione consentono una buona prevedibilità

  • I sistemi di accumulo (batterie) sono sempre più efficienti e accessibili

La produzione solare può dunque essere gestita e integrata in modo intelligente nel sistema elettrico

Gli incendi sono provocati per fare spazio al fotovoltaico” – ❌ FALSO

La legge nazionale 353/2000 vieta qualsiasi uso edificatorio o di impianto su terreni incendiati per almeno 15 anni. Questo rende impossibile installare impianti fotovoltaici su aree percorse dal fuoco.

A causare gli incendi sono atti criminali, e non il settore fotovoltaico, che al contrario ne subisce i danni.

I pannelli fotovoltaici inquinano più di quanto risparmino” – ❌ FALSO

L’energia impiegata per produrre un modulo fotovoltaico viene interamente compensata in meno di un anno di funzionamento.

Dopo questo breve periodo, ogni pannello inizia a fornire energia pulita a zero emissioni per il resto della sua vita utile (20-30 anni). Naturalmente, è auspicabile che anche la produzione industriale sia sempre più sostenibile, ma questo principio vale per ogni prodotto, non solo per i pannelli solari.

Le nostre Conclusioni:

l fotovoltaico – soprattutto quello integrato in agricoltura – non è un problema, ma parte della soluzione. Offre vantaggi economici, ambientali e sociali, riducendo le emissioni, valorizzando il suolo e supportando gli agricoltori in una fase storica complessa.