È stato pubblicato il testo che delinea la misura per supportare l’installazione di impianti fotovoltaici per autoconsumo sui tetti delle aziende agricole, zootecniche e agroindustriali. Si stanno aspettando i bandi. Entra in Gazzetta ufficiale n. 29 del 5 febbraio il decreto Masaf che stabilisce il quadro di attuazione della “Facility Parco Agrisolare”. La pubblicazione in Gazzetta Ufficiale  segna un passaggio chiave per la transizione energetica del comparto agroalimentare italiano.

“Non si tratta semplicemente di un’ulteriore tranche di finanziamenti, ma di un’operazione strategica da 789 milioni di euro che merita un’analisi attenta”

 

Cosa contiene il decreto?

È una soluzione pensata dal governo per consentire l’uso dei fondi Pnrr anche oltre la scadenza del 30 giugno 2026. Questo è possibile attraverso l’istituto della “facility”, che prevede di trasferire al Gse i fondi da erogare. Il Gestore ha firmato con il ministero un accordo attuativo specifico e entro agosto 2026 dovrà stipulare le sovvenzioni giuridicamente vincolanti con i beneficiari. La dotazione finanziaria complessiva è di 789 milioni di euro, con una quota non superiore a 16 milioni di euro per spese di gestione. Il 40% delle risorse è destinato al Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia). Le risorse sono destinate a concessioni in conto capitale per nuovi progetti, che saranno selezionati tramite uno o più avvisi, emessi dal Masaf e attuati dal Gse.  Il ministro degli Affari europei, Tommaso Foti, ha recentemente annunciato durante un question time alla Camera che i bandi arriveranno “entro febbraio”. I progetti che richiedono agevolazioni devono essere completati entro diciotto mesi dalla data dell’atto di concessione del finanziamento. Rimanendo fermo il limite massimo delle spese ammissibili di 1.500 €/kWp per l’installazione dei pannelli FV, all’interno dei bandi potranno essere aggiornate le spese massime ammissibili per i sistemi di accumulo e per i dispositivi di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile tenendo conto dei prezzi attuali di mercato rilevati.  Nella fase di selezione, sarà data priorità a progetti che non abbiano già ricevuto finanziamenti dal Parco Agrisolare e il cui soggetto proponente sia membro della “rete agricola di qualità”, secondo la legge n. 116/2024.
La Facility Parco Agrisolare è altresì cumulabile, in riferimento agli stessi costi ammissibili, con ulteriori aiuti di Stato e de minimis, purché tale cumulazione non ecceda l’intensità di aiuto stabilita per ciascuna tipologia di misura nell’art. 11 del Dm 211444/2023.

L’escamotage intelligente del PNRR

La vera novità tecnica del decreto risiede nell’uso dello strumento della facility. Trasferendo le risorse direttamente al GSE per stipulare le sovvenzioni entro agosto 2026, il Governo mette al sicuro questi fondi dai rigidi paletti temporali europei del PNRR (in scadenza a giugno 2026). Questo garantisce un respiro operativo più lungo sia alle imprese che agli installatori, evitando corse contro il tempo deleterie per la qualità dei progetti.

Cosa devono fare ora le aziende?

La parola d’ordine è farsi trovare pronti. Anche se si attende la pubblicazione ufficiale dei bandi, per le imprese agricole e zootecniche è il momento di eseguire gli audit energetici, verificare lo stato strutturale dei propri tetti e dimensionare gli impianti (e gli eventuali accumuli) sull’effettivo profilo di autoconsumo.

Il Parco Agrisolare non è solo un modo per tagliare le bollette: è il tassello fondamentale per rendere il settore primario italiano sempre più indipendente, sostenibile e competitivo.

Modello “Zero Consumo di Suolo” (Low Conflict)

Uno dei punti di forza più grandi della misura è il suo focus sulle coperture esistenti (tetti di stalle, capannoni e strutture produttive). Valorizzare le superfici già edificate evita le interminabili battaglie burocratiche e le resistenze locali legate al consumo di suolo agricolo, sbloccando un potenziale enorme spesso inespresso.

                                                                                                                                                                                                                                                                                      Pubblicato da ing. Gaetano Murgolo